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La storia della Scozia

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storia della scozia

La Scozia iniziò ad essere abitata circa 6.000 anni fa da tribù di cacciatori provenienti dall’Inghilterra, dall’Irlanda e dall’Europa continentale, che introdussero nei secoli l’agricoltura, l’allevamento di bestiame, il commercio e una società strutturata. Poco è conosciuto delle antiche popolazioni, a parte il fatto che combatterono per respingere le legioni dell’esercito romano da queste terre, costringendo l’imperatore Adriano ad erigere nel II sec. d.C. una fortificazione lunga più di 100 Km (il vallo Adriano) a difesa della Britannia romana, segnando cosí il confine con la Caledonia, antico nome della Scozia.

Poco è conosciuto delle antiche popolazioni, a parte il fatto che combatterono per respingere le legioni dell’esercito romano da queste terre, costringendo l’imperatore Adriano ad erigere nel II sec. d.C. una fortificazione lunga più di 100 Km (il vallo Adriano) a difesa della Britannia romana, segnando cosí il confine con la Caledonia, antico nome della Scozia.

Intorno al VII sec. d.C. gli Scoti, i Piti e i Celti, denominati poi Bretoni, erano i principali gruppi che abitavano queste regioni, in continua lotta tra loro per l’egemonia. Dagli Scoti, che parlavano la lingua gaelica, evidentemente la Scozia prese il nome. Nell’843 Scoti e Piti si unirono dando vita ad un primo regno, che a partire dall’XI sec. si confrontò con la crescente potenza dei re normanni d’Inghilterra, in una forzata coesistenza lunga più di due secoli, che portò inevitabilmente alla lotta per l’indipendenza.


Verso l’indipendenza con William Wallace (1270-1305)

Nonostante le sporadiche ma cruenti insurrezioni degli abitanti delle Lowlands, il processo di integrazione con il sistema feudale anglo-normanno non si arrestò nel sud della Scozia, dando vita ad una società basata su potenti clan familiari. Nelle Highlands, invece, le cose andarono diversamente. Il leggendario eroe William Wallace nel 1297 sconfisse gli Inglesi nella battaglia di Stirling Bridge, ma dopo alcuni altri scontri Wallace fu tradito e catturato, per poi essere giustiziato in maniera atroce in terra inglese , diventando cosí l’eroe nazionale scozzese dell’indipendenza. La vicenda è stata resa celebre dal film di Mel Gibson “Braveheart”, vincitore di numerosi premi Oscar.


Robert the Bruce re di Scozia e la Dichiarazione d’Indipendenza (1320)

Un anno dopo la triste fine di Wallace, il passo decisivo verso l’indipendenza fu compiuto da Robert the Bruce, che si fece incoronare Re di Scozia. Robert portò avanti la guerra per l’Indipendenza, riuscendo finalmente, dopo alcuni insuccessi, a battere gli Inglesi nella battaglia di Bannockburn. Si arrivò cosí nel 1320 alla firma della prima Dichiarazione d’Indipendenza della Scozia nei confronti dell’Inghilterra e questo evento segnò una svolta nella storia scozzese. La Scozia, infatti, potè godere per secoli di una relativa autonomia, con una cultura urbana che si sviluppò nelle Lowlands e una cultura rurale e tradizionale che si mantenne nelle Highlands, dove ancora si parlava Gaelico.


Gli Stuart al potere

L’Inghilterra finalmente ratificò nel 1328 l’indipendenza della Scozia con il trattatto di Northampton, ma la morte di Re Robert I nell’anno seguente aprì una crisi di successione, cosa che si ripeterà più volte nel corso della storia scozzese. Gli Stuart ebbero la meglio e conquistarono il potere, anche se con il tempo tale dinastia si dimostrò inadatta a governare la Scozia. La politica degli Stuart fu caratterizzata dall’alleanza con la Francia, sulla base di accordi matrimoniali favoriti dalla comune professione della religione cattolica.

Con il sostegno politico dei Francesi, gli Stuart si posero in aperto contrasto con l’Inghilterra anglicana, subendo da questa pesanti sconfitti militari. Le ininterrotte conroversie monarchiche, unite alla strenua resistenza agli Inglesi, portarono continue tensioni politiche interne con estreme conseguenze, tanto che furono pochissimi i reali di Scozia a morire per cause naturali.


Mary Stuart (1542-1587)

La storia di Mary Stuart costituisce una delle pagine più note riguardanti l’alleanza tra Francia e Scozia. Mary partì giovanissima alla volta della Francia, destinata a diventarne la Regina. Alla morte del consorte, però, fu fatta rientrare in Scozia suo malgrado, al fine di contrastare con una sovrana cattolica l’ascesa al potere di Elizabeth I d’Inghilterra, sua cugina. Mary si dimostrò purtroppo incapace di comprendere le necessità dei propri sudditi e di governarli in maniera adeguata, commettendo errori diplomatici che pagò a caro prezzo. Il più grave fu quello di proporsi come legittima sovrana al posto di Elizabeth, per ordine della quale fu poi arrestata e decapitata dopo 20 anni di prigionia.


L’Act of Union (1707) e la perdita dell’indipendenza

Fu James VI, figlio di Mary Stuart, che paradossalmente riunì sotto la stessa corona i regni di Scozia e d’Inghilterra alla morte di Elizabeth I nel 1603, pur non sancendo in questo modo la fusione politica dei due Paesi. Successivamente James VII, figlio di James VI, venne destituito ed esiliato, diventando così l’ultimo sovrano cattolico a regnare. Come risposta a ciò nacque il “movimento giacobita”, che si proponeva la restaurazione del casato degli Stuart al trono di Scozia e Inghilterra.

Nonostante l’inestirpabile sentimento anti-inglese, gli Scozzesi accettarono l’unione di fatto con la corona inglese, arrivando a firmare nel 1707 l’Act of Union, con il quale la Scozia rinunciò in pratica alla sua indipendenza. Secondo tale accordo, infatti, la Scozia perse il suo Parlamento, in cambio di propri rappresentanti nel Parlamento inglese. Furono invece ottenute garanzie per il mantenimento del sistema giudiziario scozzese.

Successivamente, data la persistenza di focolai di ribellione giacobita, si tentò in più modi di sostituire, senza successo, gli Hannover d’Inghilterra con gli Stuart di Scozia. La causa giacobita trovò appoggio solo nelle regioni delle Highlands scozzesi, dove il principe Charles Edward Stuart (detto anche “Bonnie Prince Charlie”) raccolse un esercito per marciare contro l’Inghilterra, trovando però la sconfitta nella battaglia di Culodden nel 1746. In seguito a ciò, la autorità inglesi decisero di proibire a scopo preventivo gli eserciti privati, l’uso del kilt e la cornamusa, sancendo di fatto la scomparsa della tradizionale cultura delle Highlands e la rottura del sistema dei clan.


Verso la Scozia moderna

Grazie alla Rivoluzione Industriale, nel sud della Scozia si svilupparono ricche città, con un conseguente aumento della popolazione. La vita urbana diede impulso all’economia e alla cultura, determinando il rifiorire della letteratura scozzese e di tutte le altre attività intellettuali. In questo periodo, chiamato “Illuminismo scozzese”, aumentò incredibilmente il dislivello sociale tra ricchi e poveri. Lo spopolamento delle campagne, con conseguente sovraffollamento urbano, costrinse i non abbienti ad una vita di stenti, che ebbe la sua naturale evoluzione nel fenomeno dell’emigrazione di massa verso il Nord America e l’Australia.

L’industria continuò a svilupparsi e a prosperare fino alla prima guerra mondiale, ma la depressione degli anni ’30 gettò l’economia della Scozia in una crisi profonda che si trascinò per decenni, portando ad un generalizzato sentimento di insicurezza e precarietà. Fabbriche e cantieri navali chiusero e la disoccupazione aumentò in maniera esponenziale. Solo la città di Aberdeen, grazie al petrolio del Mare del Nord e ai giacimenti di gas rinvenuti negli anni’70, riuscì a mantenere la propria economia ad alti livelli.


La nascita del Parlamento scozzese (1999)

In questi decenni diffili, sempre più Scozzesi si unirono alla richiesta di indipendenza dal Governo inglese, rivendicando la necessità di un decentramento amministrativo. Chiamati ad esprimere la propria volontà nel referendum del 1997, gli Scozzesi votarono a favore di un parlamento decentralizzato. In seguito a ciò lo Scotland Act ha sancito nel 1998 la nascita del Parlamento monocamerale scozzese con sede a Edimburgo, composto da 129 membri.

Il Parlamento scozzese si è riunito per la prima volta il 12 Maggio 1999. Ogni potere non riservato al Parlamento britannico è diventato di competenza del Parlamento scozzese. Il Governo Inglese ha avviato negli ultimi anni un processo di devolution nei confronti della Scozia, che rimane ad ogni modo parte integrante del Regno Unito.